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martedì 31 gennaio 2012

Crudo, solo Crudo...Crudo e basta!


Questo crudo di crostacei è estremamente semplice e fresco. Tutti gli ingredienti sono crudi, anche i vegetali con cui viene accompagnato. La preparazione è molto veloce, da poter organizzare anche all'ultimo momento, ma vediamo insieme gli ingredienti:

Ingredienti (per porzione):

4-5 gamberi di media grandezza (80g)
Olio extravergine di oliva
1 mazzetto di rucola
3 champignon
½ lime
Pepe in grani

Preparazione:

Pulite i gamberi come di consueto, quindi eliminare il carapace, la testa e il budello. Tagliateli in due e metteteli fra due fogli di carta da forno oleata. Batteteli con un batticarne o in alternativa con il fondo di una padella piatta, in modo che il risultato finale sia un disco sottile da posizionare sul fondo del piatto. 
Preparate gli champignon, pulendoli, con la minor quantità di acqua possibile e tagliandoli estremamente sottili. Mischiate con la rucola pulita e preparate una vinaigrette con olio extravergine di oliva, lime e un pizzico di sale. Condite il tutto , posizionate sul disco di gamberi e grattate un po’ di pepe

martedì 23 agosto 2011

Bontà marinara: L'impepata di cozze


Benvenuti nel mondo “gustoso” e “piccante” dell’impepata di cozze. Un piatto povero ma che racchiude in se tutta la tradizione della buona cucina mediterranea, ricca di profumi e di colori. Buona al gusto e bella a vedersi, l’impepata di cozze è un ottimo antipasto, ma anche una perfetta base per un primo succulento. Ma andiamo per gradi e come di consueto diamo un’occhiata agli ingredienti:


2 kg di cozze
400 g di pomodori ramati, o in mancanza di polpa di pomodoro
2 spicchi di aglio
15 grani di pepe nero da tritare grossolanamente
½ bicchiere di vino bianco secco
½ mazzo di prezzemolo
1,5 dl di olio extra vergine di oliva

Opzionali:

Pane casareccio
Spaghettoni

Preparazione

Iniziamo dalla pulizia delle cozze. Infatti se non avete avuto un “pesciarolo” particolarmente cortese questo sgradevole lavoro toccherà a voi. Più di pazienza che altro, si tratta di pulire ben bene l’esterno del mollusco da tutti i residui solidi e “sbisare” la cozza, ovvero eliminare il filaccio che si trova sul lato del guscio e che arriva fino alla punta della conchiglia.

Una volta pulite le cozze si può passare alla preparazione degli altri ingredinti, quindi sbucciate e tagliate a metà gli spicchi di aglio, tritate il prezzemolo, triturate grossolanamente i grani di pepe e, nel caso utilizziate dei pomodori freschi, tagliateli a cubetti di media grandezza, salvando tutto il liquido interno.

Passiamo quindi alla cottura. Prendete una casseruola di media grandezza con il coperchio e fatela scaldare a fuoco alto. Una volta raggiunta una temperatura elevata, buttateci dentro le cozze, gli spicchi di aglio, l’olio extra vergine e sfumate con il vino bianco. Coprite subito col coperchio e fate andare per un paio di minuti. A questo punto non rimane che aggiungere il pomodoro il pepe e fare andare il tutto per un quarto d’ora a fuoco basso. A questo punto aggiustate di sale e unite il prezzemolo tritato.

Il modo migliore per gustare questo piatto è con l’aggiunta di pane casareccio tostato, ma provate anche a usare parte del sugo, magari con qualche frutto di mare, in una spaghettata con gli amici. Successo assicurato!!

mercoledì 27 aprile 2011

Supplì...telefono casa!



Nel pieno stile del “non si butta mai niente” ecco una preparazione che permette di riciclare il riso quando sbagliamo un po’ nei calcoli delle porzioni…. In effetti quando si parla di supplì l’ispirazione oltrepassa il previsto e da ricetta nata per riutilizzare una quantità eccessiva di  risotto si arriva a
 vere e proprie creazioni ad hoc. In questa fase stuzzicheremo la fantasia con due tipologie di accostamenti, ma da queste ricette potrete svilupparne tante altre, magari chiedendo un piccolo aiuto, siamo qui per questo….
Ingredienti

Pomodoro e mozzarella
200 g di riso originario
150 g di passata di pomodoro
100 g di mozzarella
5 dl di brodo ( anche una vaschetta di Cuore di brodo Vegetale Knorr  diluito in 500 ml di acqua )
½ cipolla piccola
60 g di margarina
40 g di parmigiano grattuggiato
2 uova
200 g di pangrattato
2 cucchiai di farina
Olio di arachide per friggere

Preparazione

Iniziate con il tritare la cipolla, mettetela poi in una casseruola abbastanza grande e stufatela a fuoco medio con metà della margarina. Unite poi la passata di pomodoro e fate cuocere per 5 minuti, sempre a fuoco medio. Aggiungete quindi il riso , giratelo ben bene e versate il brodo, un mestolo per volta , portando il riso a una cottura al dente, quindi aggiungete  girando il resto della margarina, il parmigiano e aggiustate di sale e pepe. Stendete il riso su di un piano di marmo o su di un vassoio unto per freddarlo. Nel frattempo tagliate la mozzarella a cubetti. Una volta freddo, prendete un po’ di riso, circa una cucchiaiata, fate un incavo al centro e inseriteci all’interno un cubetto di mozzarella. Chiudete il supplì con le mani e modellateli, infarinateli e, dopo aver sbattuto le uova passateceli dentro e poi nel pangrattato. Lasciateli riposare per un’oretta e poi friggeteli in olio a 175°C.

Ingredienti

Vino rosso e taleggio
200 g di riso originario
100 g di taleggio
5 dl di brodo ( anche una vaschetta di Cuore di brodo Vegetale Knorr  diluito in 500 ml di acqua )
½ cipolla piccola
2 dl di vino rosso
60 g di margarina
40 g di parmigiano grattuggiato
2 uova
200 g di pangrattato
2 cucchiai di farina
Olio di arachide per friggere

Preparazione

Anche in questo caso iniziate tritando la cipolla e facendola stufare con la metà della margarina a fuoco medio. Dopo aggiungete il riso, fate andare per un minuto girando spesso e poi sfumate con il vino rosso. Fate assorbire bene il vino e continuate la cottura del riso a fuoco basso con il brodo, aggiunto mestolo a mestolo, fino a che il riso non risulti cotto leggermente al dente. Durante la cottura del riso tagliate il taleggio a cubetti. Unitelo al riso fine cottura, insieme al resto della margarina e al parmigiano. Aggiustate di sale e pepe e fate freddare, come prima, su di un piano di marmo o su di un vassoio unto.
In questo caso vi suggerisco di formare poi dei supplì un po’ più piccoli, grandi come delle piccole albicocche, più adeguati per dei finger. Infarinateli, passateli nell’uovo sbattuto e poi  nel pangrattato. Attendete nuovamente un’oretta e poi friggete in olio a 175°C.

Come vedete la procedura è sempre la stessa e potete applicarla a pressoché qualsiasi condimento, l’importante è che il riso che utilizzate sia ricco di amido e che dopo una cottura mediamente al dente l’insieme risulti abbastanza asciutto per evitare il rischio di uno scollamento durante la cottura.

giovedì 31 marzo 2011

Panzerotti farciti di... fantasia!

Si parla di un classico della cucina regionale pugliese che si è inserito nei menu fingerfood  dei locali modaioli grazie alla sua versatilità. Il panzerotto, che nasce con un ripieno di pomodoro e mozzarella, è infatti  un modo gustoso di dare libero sfogo alla fantasia nel mescolare sapori senza doversi mettere a curare troppo l’estetica e la struttura della preparazione. Il “guscio” di pasta di pane è infatti un ottimo salvagente per le farce non troppo riuscite. Vediamo gli ingredienti:

Ingredienti

Per l’involucro

1 kg di farina 00
50 g di lievito di birra
3 dl di acqua
2,5 dl di latte
60 g di strutto
15 g di sale
15 g di zucchero semolato

Per la farcia tradizionale

150 g di mozzarella (se di bufala deve essere ben scolata)
150 g di pomodori ciliegia
1 cucchiaio di origano
10 foglie di basilico
Sale e pepe

Per la farcia di broccoli siciliani e guanciale

250 g di cime di broccoli siciliani
75 g di guanciale affettato sottile
50 g di pecorino
½ dl di olio extra vergine di oliva
1 spicchio di aglio
Sale e peperoncino

Preparazione

Preparate l’impasto dei gusci come si fa  per il pane fatto in casa, ovvero unite la farina con il sale e lo zucchero semolato, portate a temperatura di 40°C circa l’acqua e il latte mescolati, quindi scioglieteci il lievito di birra dentro e lo strutto. Impastate il tutto ben bene e formate una palla liscia e omogenea. Ungetela con dell’olio extra vergine di oliva e riponetela coperta in una ciotola.  Lasciate lievitare in un ambiente caldo e umido per circa 45-60 minuti, fino a che non raddoppia il suo volume (il tempo è legato alla situazione ambientale).
Mentre attendete che il lievito faccia il suo lavoro, potete iniziare a preparare la farcia.
In questo caso vediamo quella classica, con pomodoro e mozzarella. Tagliate a cubetti la mozzarella e i pomodori. Uniteli in una ciotola e condite con l’origano e il basilico spezzettato con le mani. Aggiustate di sale e pepe e il ripieno è pronto.
Quella con broccoli e guanciale è un po’ più laboriosa, ma ne vale la pena!
Sbollentate le cime di broccoli in acqua bollente per 4 minuti. Scolate e freddate in immersione. Tagliate a pezzi medio piccoli i broccoli. Mettete sul fuoco medio una padella con lo spicchio d’aglio tagliato a metà e l’olio extra vergine di oliva. Fate andare controllando che l’aglio non bruci per un minutino e poi in peperoncino levato lo spicchio. Versate nella padella i broccoli, alzando il fuoco e aggiungendo il peperoncino (quantità variabile in funzione dei gusti e della forza del peperoncino), saltate per un paio di minuti e salate. In un’altra padella rendete il guanciale croccante mandandolo per 5-6 minuti a fuoco dolce senza olio. Unite infine gli ingredienti in una ciotola aggiungendo il pecorino grattugiato.
Finite le farce e la lievitazione, stendete con un matterello la pasta con uno spessore di circa 7 mm e con un coppa pasta tagliate dei dischi con un diametro di 10 cm. Mettete al centro il ripieno e chiudete a mezzaluna, pressando bene sui bordi con una forchetta. Friggete poi in olio a 160 °C girandoli di frequente, per ottenere una cottura uniforme e dorata.

Naturalmente le farce in questione sono solo degli esempi, potete riempire i panzerotti come più vi piace (e diventa anche un modo carino per consumare gli eccessi in cucina!)

lunedì 7 marzo 2011

Tortino di cipolla con fonduta di parmiggiano reggiano...la cipolla per tutti!


Eccovi un modo diverso per preparare le cipolle. Lo so non a tutti piacciono, ma vi assicuro che questo è un antipasto apprezzano  anche da coloro che non le amano particolarmente o che le trovano indigeste. La cottura che vedremo in questo caso le rende infatti molto meno incisive al livello di gusto  e decisamente più digeribili. Gli ingredienti sono pochi e prendeteli per buoni anche per fare dei tortini con un vegetale differente, come carciofi o zucchine. Il rapporto tra elemento principale, in questo caso  le cipolle e il resto non cambia.

Ingredienti per 6 persone

Per i tortini

2 kg di cipolle bianche crude (una volta cotte diventeranno circa 600 g)
90 g di panna fresca
2 uova intere
1 dl di olio extra vergine di oliva
Un pugno di sale grosso
40 g di parmigiano reggiano
Una noce di burro (o staccante spray)

Per la fonduta di parmigiano

250 g di panna fresca
185 g di parmigiano reggiano
½ cucchiaio di maizena
¼ di bicchiere d’acqua

Procedimento

La parte più lunga e noiosa è quella di sbucciare le e tagliare le cipolle. Dovete avere l’accortezza di togliere i primi due strati perché sono i più difficili da cuocere. Una volta sbucciate, tagliate a metà le cipolle lungo l’altezza e fatele a julienne, ovvero a fette sottilissime, lungo l’equatore. I metodi per evitare di piangere sono molti e legati alle tradizioni popolari, ognuno ha il suo. C’è chi sostiene sia sufficiente lasciarle a bagno un po’, ci propone di mettersene una fettina dietro l’orecchio o chi si mette uno stuzzicadente spezzato in bocca. Voi fate come credete, ma sicuramente lavorare in un ambiente  arieggiato e fresco da i suoi frutti.
Una volta tolta quest’incombenza passate alla cottura. Dovete mettere le cipolle tagliate in una pentola alta e stretta, mettendo ci dentro il sale grosso e l’olio extra vergine di oliva, facendole andare su di un fuoco basso, al minimo. La cottura chiederà circa 3-4 ore, ma non necessita di particolari attenzioni, tranne una giratina ogni mezz’ora.
Dopo il tempo indicato, controllate che le cipolle si sfaldino toccandole, altrimenti continuate la cottura verificando di mezz’ora in mezz’ora.  Raggiunto il risultato voluto, scolatele cipolle con uno scolapasta e lasciatele sgocciolare per un’ora.
A questo punto il vostro ingrediente base è pronto per essere utilizzato nei tortini.
Mescolate insieme la panna con le uova, aggiungete il parmigiano reggiano e unite il tutto alle cipolle. Mescolate bene con un mestolino di legno. Preparate poi gli stampini. Utilizzate dei monouso in alluminio da porzione singola, imburrandoli o spruzzando dello staccante spray. Versate il composto negli stampini e mettete a cuocere in forno preriscaldato a 145°C per 25 minuti.
Per  la fonduta vale il metodo già visto in altre preparazioni. Portate a ebollizione la panna in un pentolino su un fuoco medio, unite la maizena con l’acqua aiutandovi con le dita per sciogliere bene e aggiungete il tutto alla panna in ebollizione. Spegnete il fuoco e aggiungete il parmigiano reggiano a pioggia. Girate bene con una frusta per un minuto a fuoco spento. Se non la usate subito, dovrete riscaldarla per riottenere la densità ottimale. Per farlo usate un bagnomaria o  un fuoco molto basso.

Come detto nell’introduzione, questo rapporto fra gli ingredienti vale per qualsiasi verdura. Considerate che per ogni 2 kg di ingrediente principale cotto necessitate di 300 g di panna fresca e 6 uova intere. Ricordate di scolare bene gli elementi che unite per non aggiungere troppa acqua al composto e rischiare che vi venga troppo morbido.

venerdì 25 febbraio 2011

Il crudo non crudo...Salmone marinato con panna al rafano

Un modo per gustare il pesce crudo ma non troppo è la marinatura. Questo è un tipo di lavorazione che affonda le sue origini in un passato ormai lontano, in cui il mantenimento delle materie prime era problematico e la “cottura” al sale risultava essere uno un buon espediente. Da qui derivano tutta una serie di varianti e aromatizzazioni che caratterizzano ogni tipologia di marinatura. Naturalmente a seconda del pesce che lavoriamo, modifichiamo gli odori che aggiungiamo alla marinatura e le percentuali delle miscele base. Perché la lavorazione risulti omogenea e di buona riuscita vi suggerisco di utilizzare una quantità di pesce non piccolissima, almeno mezza baffa. Ma vediamo cosa ci serve.

Ingredienti:

400 g di filetto di salmone pulito con la pelle
1 kg di sale grosso
500g di zucchero semolato
20 g di bacche di coriandolo
Una decina di grani di pepe
2 dl di panna fresca da montare
10 g di rafano

Procedimento

Assicuratevi che il salmone non abbia più spine e che la pelle sia priva delle scaglie. Prendete le bacche di coriandolo e passatele con il mixer o nel frullatore (non a immersione). Fate girare per un minuto circa.
In una bacinella unite poi il sale grosso, lo zucchero, il coriandolo e i grani di pepe. Girate bene in modo che sia una miscela omogenea. Versatene un terzo su di una placchetta con bordi alti o un contenitore di grandezza sufficiente a contenere il salmone per tutta la sua lunghezza. Adagiateci sopra il salmone e ricopritelo con la restante parte della miscela. Riponete il pesce così preparato in frigo per 24 ore (se riuscite ad inclinare leggermente la placchetta sarebbe meglio).
Passate le 24 ore, tirate il salmone fuori dal frigo e sciacquatelo  abbondantemente. Asciugatelo e con un coltello fino ed estremamente affilato, tagliate delle fette.
Montate poi la panna a ¾ di montatura piena, sbucciate il rafano con un pelapatate  e grattatelo delntro alla panna con una grattugia da formaggio. Rigirate con la frusta fino a piena montatura e aggiungete un pizzico di sale.
Servite il salmone a fette con la panna in una ciotolina a parte.
Il lavoro di marinatura può essere effettuato su quasi tutti i pesci, naturalmente la miscela sale-zucchero e il tempo di stasi in frigo variano di pesce in pesce.

lunedì 21 febbraio 2011

Tris di tartare...Perchè tre è il numero perfetto!



Per chi non si accontenta e vuole gustare più sapori insieme nasce il trittico di tartare di mare. Un insieme di crudi tagliati sottili di tre pesci differenti conditi individualmente. Per questa preparazione è importante scegliere sia il pesce che la frutta giusta con il quale l’ingrediente principale verrà abbinato. Nel nostro caso scegliamo della spigola, del tonno rosso e del salmone, tutti pesci classicamente ben predisposti a una lavorazione a crudo, mentre come elementi di supporto scegliamo rispettivamente i frutti di bosco,  l’avocado e l’arancia. Questo tipo di piatto si può considerare sia un antipasto che un secondo, dipende esclusivamente dalla quantità di pesce che si serve. Certo è che rimane una preparazione dal gusto fresco, grazie alla presenza della frutta e leggera, grazie all’assenza di grassi di cottura. Prepararla è  tanto semplice negli elementi quanto delicata nel miscelare le giuste quantità di ingredienti che ne compongono il sapore. Come di consueto, diamo uno sguardo agli ingredienti.

Ingredienti per 4 persone (versione antipasto):

160 g di spigola pulita
160 g di filetto di tonno rosso
160 g di salmone fresco pulito
1 arancia
½ avocado bello maturo
1 lime
1 vaschetta di frutti di bosco
4 ciuffetti di aneto (vanno bene anche i ciuffi verdi dei finocchi)
Tabasco
Salsa Worcester
1,5 dl (0,5x3)di olio extra vergine di oliva
½ limone
Acqua frizzante fredda

Preparazione:
Come detto nell’introduzione, i vari pesci vanno conditi singolarmente, per cui preparate tre ciotole per lavorarli contemporaneamente . In questo caso sarà d’obbligo avere un buon coltello da taglio (trinciante) per evitare di sfilacciare il pesce con un taglio impreciso.
Iniziate  col verificare che sui filetti di pesce non ci siano spine rimaste, tagliateli poi a cubetti da ½ cm di lato (se riuscite, altrimenti anche leggermente più grandi) e riponeteli nelle tre ciotole separate. Notate che per la tartare di pesce si predilisca un taglio a dadolata invece che la classica “battuta a coltello” utilizzata per la carne, in quanto il primo, estremamente più delicato, tenderebbe a “cuocere” troppo per l’effetto delle parti acide che introduciamo, e quindi a seccarsi.
Ora è il momento dei condimenti. Se pensate che la preparazione vi prenderà più di cinque minuti, coprite il pesce con della pellicola e mantenetelo in frigo. Vediamo quali sono le composizioni per tipologia di pesce. Il mio suggerimento è quello di preparare prima tutti i condimenti e poi di condire le diverse tartare contemporaneamente, di modo che nulla  diventi stantio o troppo marinato.

Crudo di spigola:

A questo pesce abbinate i frutti di bosco. Dovete preparare una citronette al lime, con 0,5 dl di olio, il succo filtrato di ½ lime (verificate che sia un frutto bello succoso) due pizzichi di sale. Montate il tutto. Per questo lavoro esiste uno strumento specifico che si chiama emulsionatore, assente però in quasi tutte le case (e anche in quasi tutti i ristoranti), che può essere sostituito facilmente con una forchetta o un frullatore a immersione se la quantità di liquido è sufficiente. Con l’emulsione condite la spigola, mentre i frutti di bosco vanno posizionati in cima o di fianco alla tartare, per essere mangiati insieme al pesce. (se ne avete, potete fare anche qualche piccola guarnizione con della salsa ai frutti di bosco, senza eccedere però, per evitare che il gusto risulti troppo dolce)

Crudo di tonno rosso:

A questo pesce abbinate l’avocado. Questo frutto dal sapore vellutato tende a smorzare le spigolature del tonno rosso, così ricco di emoglobina. La preparazione passa per due stadi. Il primo è la preparazione di una salsa di accompagnamento, ottenuta frullando il mezzo avocado, privato della buccia e, ovviamente, del seme centrale con la sua capsula, con il succo di ½ limone, due pizzichi di sale e l’acqua frizzante (quest’ultima va aggiunta gradualmente frullando fino a che non raggiungete la densità di una salsa. Essendo l’avocado un frutto con percentuale di acqua estremamente variabile, non è possibile dare dei riferimenti precisi, ma mediamente sono sufficienti1,5 dl).
Fatta la salsa passate al condimento che è la miscela di 0,5 dl di olio extra vergine di oliva, 4 gocce di tabasco, un pizzico si sale e 7-8 gocce di salsa Worcester. Questo condimento non ha bigno di essere emulsionato come il precedente, per cui potete versare gli ingredienti direttamente nella ciotola con il pesce e mescolare.
Utilizzate la salsa sul lato della tartare o , se preferite, in un bricchetto da portare a fianco del piatto.

Crudo di salmone:

Abbinate a questo pesce l’arancia. Per questa preparazione dovete infatti dividere in due un’arancia, utilizzandone metà per il succo filtrato e metà per gli spicchi che dovete pulire a vivo (ovvero privati interamente della pellicina).
Il condimento è una miscela di 0,5 dl di olio extra vergine di oliva, il succo di mezza arancia, due pizzichi di sale. Emulsionate il tutto come avete fatto in precedenza per la citronette della spigola e aggiungete poi l’aneto tritato grossolanamente. Gli spicchi di arancia andranno tagliati in tre pezzetti e posti in cima o di fianco alla tartare.

A questo punto manca solo l’impiattamento, che può essere effettuato su di un piatto circolare, ma, avendolo, è molto meglio preferirgliene uno stretto e lungo con le tartare composte a torretta una di fianco all’altra. Enfatizzate per quanto possibile l’effetto cromatico, posizionando al centro la spigola (bianco) e gli altri due pesci (arancione e rosso) agli estremi. La sequenza di assaggio deve essere salmone – spigola – tonno per rispettare l’incisività dei sapori delle preparazioni. Naturalmente, aumentandone le dosi, potete scegliere anche di fare una sola di queste tre tartare e servirla autonomamente. A voi la scelta!

mercoledì 16 febbraio 2011

Dal finger al primo... un piatto per tutte le occasioni!

Questa è una di quelle preparazioni che potete utilizzare come jolly dal finger per un aperitivo all’antipasto ad un primo passato al forno. Si tratta infatti di crostini di polenta con un  ragu di carni miste e formaggio gratinato al forno. Le dimensioni dei crostini e la quantità che sceglierete di offrire ai vostri ospiti ne definiranno la connotazione.
La preparazione è estremamente semplice e rapida, come un finger deve essere, gli ingredienti, nel caso di un antipasto sono:


Ingredienti per 4 persone:

150 g di polenta(per questa preparazione potete scegliere anche quella a cottura rapida, nessuno si accorgerà della differenza)
2 salsicce macinate a grana piccola
50 g di macinato di manzo
250 g di polpa di pomodoro
½ cipolla bianca
½ dl di olio extra vergine di oliva
1 dl di vino rosso
100 g di fontina d’alpeggio

Procedimento:

Partite dal mettere su il ragu di carni miste. Per questo private le salsicce del budello, sgranatene l’interno e mescolatelo con il macinato di manzo. Tritate in modo grossolano la cipolla e mettete su un pentolino con l’olio extra vergine di oliva. Fate scaldare a fuoco medio e gettateci dentro la cipolla tritata. Fate soffriggere per un minuto e aggiungete la carne mista. Alzate quindi la fiamma e fate scottare per bene la carne, girandola spesso in modo che non bruci. A questo punto sfumate col vino rosso, fate evaporare e unita la polpa di pomodoro abbassando la fiamma al minimo. Fate cuocere per 10 minuti e aggiustate di sale e pepe.
Mettete a bollire l’acqua. Considerate la quantità di acqua e di sale in relazione al tipo di polenta che scegliete. Fate cuocere la polenta secondo i tempi necessari (controllate sulla scatola)  A cottura, stendete su di un vassoio la polenta, coprendola con della carta da forno e spianandola con un matterello, a uno spessore di ½ cm. Attendete che freddi e tagliate i vostri crostini (o crostoni). La scelta è secondo il vostro gusto estetico, tondi, quadrati o triangolari, basta che vengano regolari (per questo aiutatevi con una formina per i quadrati e i triangoli o con una tazzina o un bicchiere per i tondi, in mancanza di un coppa pasta). Stendete la polenta tagliata su una placca con la carta da forno e infornate a una temperatura di 175°C per 10 minuti, in modo da tostare i crostini.
Vi manca solo di togliere la buccia alla fontina e tagliarla a striscioline piccole (a julienne). Montate poi i vostri crostini, con un a base di polenta, il ragu e il formaggio sopra, metteteli in forno a 200°C per 5 minuti e saranno pronti per essere serviti.
Troverete molto comoda questa preparazione, in quanto è tutta interamente anticipabile e si può tranquillamente lasciare al momento solo l’ultima fase.

Cacio e Pepe... che Passione

Una delle ricette forse più conosciute tra i primi romani è quella del Cacio e Pepe. Ci sono vari modi per prepararlo, tanto che praticame...